AFELIO
Punto
dell’orbita di un pianeta che si trova alla massima distanza dal Sole.
Nel
caso più generale in cui l’astro in questione non è il Sole ma una
stella qualsiasi, si parla di APASTRO.
AMMASSO
STELLARE
Insieme
di stelle omogenee per distanza ed età, tenuto insieme dalla gravità.
Gli
ammassi stellari aperti, o galattici, sono quelli che si trovano sul piano
della nostra Galassia; glia ammassi stellari globulari, orbitano attorno
alla nostra Galassia come satelliti.
ANOMALIA
DI FASE
Anomalia
di fase di un pianeta è la differenza tra la fase teorica prevista e
quella osservata
ANNO
LUCE
Unità
di misura della distanza, usata in astronomia.
Corrisponde
alla distanza percorsa in un anno da un raggio di luce che si propaga nel
vuoto alla velocità di c.ca 300 000 km/sec ed equivale a c.ca 10 000
miliardi di km.
ASCENSIONE
RETTA
Coordinata
astronomica usata, insieme alla declinazione, per determinare la posizione
di un oggetto sulla sfera celeste.(cmq defin incompleta!)
ASTEROIDE
Piccolo
corpo del Sistema Solare, generalmente roccioso e di forma irregolare
detto anche pianetino.
La
maggior parte degli asteroidi che
si muovono su percorsi ellittici, è concentrata in una fascia posta tra
le orbite dei pianeti Marte e Giove, detta anche fascia dei pianetini.
Dimensioni
e orbite
Gli
asteroidi più grossi sono Cerere, con un diametro di circa 950km, Pallade
e Vesta, di circa 550km di diametro, ma ne esistono migliaia più piccoli.
I pianetini più grandi sono quasi sferici, però forme allungate e
irregolari sono comuni tra quelli di diametro inferiore a 150km. La
maggior parte degli asteroidi, indipendentemente dalle dimensioni, ruota
attorno ad assi, con periodi compresi tra le 5 e le 20 ore; vi sono anche
pianetini doppi, vale a dire dotati di compagni.
Alcuni
scienziati ritengono che gli asteroidi siano i resti di un pianeta
esploso, ma è più probabile che essi si siano formati singolarmente
giacché la distruttiva influenza gravitazionale di Giove dovrebbe aver
impedito l'aggregazione di un pianeta in quella regione celeste; forse i
primi pianetini, dapprima di dimensioni maggiori, si frammentarono a causa
delle mutue collisioni, fino a produrre la popolazione attuale.
Un
interessante sistema di asteroidi è rappresentato dai pianetini troiani
che giacciono in due gruppi sull'orbita di Giove; uno precede il pianeta
di 60° e l'altro lo segue, con la stessa angolazione.
Nel 1977, in un'orbita compresa tra quelle di Saturno e Urano, fu
scoperto Chirone; le ricerche proseguirono e, all'inizio degli anni
Novanta, erano noti circa 75 asteroidi, che costituiscono la famiglia
Amor, intersecanti l'orbita di Marte; circa 50, gli Apollo, che
intersecano l'orbita della Terra; e meno di 10, gli Atene, con orbite più
piccole di quella terrestre. Uno dei più grandi pianetini interni è
Eros, con una lunghezza di circa 37km. Fetonte, un asteroide
caratteristico della famiglia Apollo, associato con l'annuale sciame
di meteore delle Geminidi, si avvicina al Sole più di qualunque altro
asteroide conosciuto, fino a raggiungere una distanza di soli 20,9 milioni
di km.
Gli
asteroidi che si avvicinano alla Terra sono obiettivi relativamente facili
per le missioni spaziali; nel 1991, la sonda spaziale Galileo, in viaggio
verso Giove, riprese le prime immagini ravvicinate dell'asteroide 951
Gaspra: esso apparve piccolo, irregolare e costellato di crateri, con la
superficie ricoperta di un manto di materiale smosso e frammentato, noto
come regolite.
Composizione
superficiale
Nella
maggior parte dei casi, si ritiene che le meteoriti scoperte sulla Terra
siano frammenti di asteroidi; quest’ipotesi, avvalorata da osservazioni
spettroscopiche e radar, effettuate con telescopi a terra, rende possibile
una loro classificazione in categorie distinte.
Tre
quarti degli asteroidi visibili da terra, incluso Cerere, appartengono al
tipo C, che sembra essere in relazione con una classe di meteoriti
rocciose conosciuta come condriti carbonacee; queste sono considerate i
corpi più vecchi del sistema solare e hanno una composizione che
rispecchia quella della nebulosa solare primordiale: estremamente scure,
probabilmente a causa del loro contenuto d’idrocarburi, esse mostrano di
aver assorbito acqua d’idratazione.
Gli
asteroidi di tipo S, correlati con le meteoriti rocciose ricche di ferro,
rappresentano circa il 15% del totale.
Molto
più rari sono invece gli oggetti di tipo M, la cui composizione
corrisponde a quella delle meteoriti conosciute come "ferrose";
esse consistono di una lega di ferro-nichel e potrebbero essere i nuclei
di corpi planetari fusi e differenziati, i cui strati esterni furono
rimossi dai frequenti impatti.
Pochissimi
asteroidi, tra cui Vesta, sono probabilmente correlati con le meteoriti
della classe più rara: le acondriti. Essi sembrano avere una composizione
superficiale ignea come quella di molti flussi lavici lunari e terrestri,
e sono probabilmente il risultato di un parziale processo di fusione. Una
possibile spiegazione è che il sistema solare primordiale contenesse una
notevole concentrazione di alcuni isotopi altamente radioattivi, che
potrebbero aver sviluppato una quantità di calore sufficiente a fondere
gli asteroidi.
BIG
BANG
Gigantesca
esplosione da cui
s’ipotizza abbia avuto origine l’intero Universo.
(Si
calcola, ma non si è ancora certi che esso sia avvenuto c.ca 15 miliardi
d’anni fa.
BUCO
NERO
Stella
che, alla fine della propria esistenza, collassa per effetto del proprio
peso.
Deve
il suo nome al fatto che essa genera una forza gravitazionale così
intensa che neppure la luce riesce a sfuggirne, così da apparire nera.
COMETA
Corpo
minore del Sistema Solare caratterizzato da un nucleo di qualche
chilometro fatto di rocce e di ghiaccio e, soprattutto, da una chioma e da
una coda (che la caratterizzano!), sempre più appariscenti e luminose a
mano a mano che essa si avvicina al Sole.
CONGIUNZIONE
Situazione
in cui due oggetti celesti appaiono molto vicini in cielo per effetto
della prospettiva.
Si
parla di congiunzione, in
particolare, per i pianeti rispetto al Sole.
COSTELLAZIONE
Insieme
di stelle che appaiono ravvicinate in cielo per effetto della prospettiva.
Le
costellazioni classiche rappresentano figure di animali, personaggi
mitologici e oggetti di uso comune (queste ultime fanno parte
dell’Emisfero Australe); e variano secondo le popolazioni ed i periodi
storici.
L’intera
sfera celeste è divisa per convenzione in 88 costellazioni.
DECLINAZIONE
Coordinata
astronomica usata, insieme all’ascensione retta, per determinare la
posizione in cielo di un oggetto sulla sfera celeste(definizione
incompleta e poco esaustiente!!!)
DIAGRAMMA
HERTZSPRUNG-RUSSEL
Sia
y = Luminosità Assoluta delle stelle.
Sia
x = Temperatura superficiale delle stelle direttamente
DOPPLER
(EFFETTO)*
Variazione
di lunghezza che subisce un’onda quando viene emessa da una sorgente in
moto rispetto all’osservatore.
Ha
molta importanza in Astronomia perché permette di misurare la velocità
con cui una stella o una galassia si avvicina o si allontana da noi.
ECLISSI
L’
Eclisse consiste nella
diminuzione di luminosità di un satellite che passa dietro il cono
d'ombra di altro.
Altra
definizione
Fenomeno
per il quale un corpo celeste s’interpone tra l’osservatore ed un
altro corpo impedendone la vista.
Di
particolare importanza sono le eclissi di Sole, in cui la nostra stella
viene nascosta alla nostra vista, dalla Luna.
Un
caso particolare sono poi, le eclissi di Luna: in cui la vista del nostro
satellite c’è impedita poiché essa cade nel cono d’ombra proiettato
dalla Terra nello spazio; quando il Sole si trova rispetto ad essa,
opposto alla Luna!
ECLITTICA
EFFEMERIDI
Insieme
delle coordinate astronomiche di posizione di Sole, Luna e pianeti e dei
dati che servono alla loro osservazione.
Le
effemeridi astronomiche sono pubblicate ogni anno.
EQUATORE
CELESTE
Cerchio
immaginario della sfera celeste, parallelo all’equatore terrestre, che
è utilizzato come punto di riferimento fondamentale nella misura delle
coordinate astronomiche celesti.
EQUINOZIO**
Ciascuno
dei due istanti in cui il Sole, muovendosi sull’Eclittica attraversa l’Equatore Celeste.
Gli
equinozi, segnano le date d’inizio della primavera (21 marzo) e
dell’autunno (23 settembre);
queste
sono le uniche due giornate dell’anno in cui il dì e la notte hanno la
stessa durata: 12 ore(dare maggiori e migliori input..).
GALASSIA
Oggetto
celeste composto da miliardi e miliardi di stelle.
L’Universo
è popolato da galassie, ed anche il Sole, con il Sistema Solare, si trova
all’interno di una di loro: la Via Lattea.
Esistono
di versi tipi di Galassie…GALLASSIE
A SPIRALE, GALASSIE IRREGOLARI, GALASSIE AD ELLISSE.
GIGANTI
Esse
hanno una densità media molto bassa, al contrario delle Nane!
M
Sigla
utilizzata in astronomia, per individuare gli oggetti contenuti nel
catalogo di oggetti celesti compilato da Charles Messier alla fine del
XVIII secolo. Contiene 110 oggetti NON STELLARI (quali: Ammassi, Nebulose
e Galassie).
MAGNITUDINE
Luminosità
di una stella o di un oggetto celeste.
Per
ragioni storiche la scala delle magnitudini decresce al crescere della
luminosità (es. una stella di magnitudine 1 è più luminosa di una
stella di magnitudine 3).
Due
stelle la cui luminosità differisce di una magnitudine sono una 2,5 volte
più luminosa dell’altra.
Bisogna
distinguere la MAGNITUDINE
RELATIVA, che è la luminosità misurata da un osservatore a
Terra; dalla MAGNITUDINE
ASSOLUTA, che è invece la luminosità intrinseca dell’oggetto
osservato, indipendentemente dalla sua distanza.
METEORITE
Piccolo
corpo del Sistema solare che, attratto dalla gravità di un pianeta, vi
cade sopra. Esso può disintegrarsi completamente per l’attrito con
l’atmosfera oppure può arrivare fino alla superficie del pianeta
generando un cratere. Ovviamente è sottinteso che il meteorite può
essere attratto dalla forza gravitazionale di una stella!
MOTO PROPRIO
Spostamento
angolare che una stella compie in un anno sulla sfera celeste.
Il
moto proprio è sempre molto piccolo e si misura in secondi d’arco (un
secondo d’arco è 1/3600 gradi).
NEBULOSA
Oggetto
celeste composto di gas
rarefatto ed eventualmente di polveri.
Si
conoscono diversi tipi di nebulose in cui queste sono classificabili.
Esistono
le Nebulose Luminose e le Nebulose Oscure.
Quelle
luminose a loro volta si dividono in Riflettenti o ad Emissione.
· Le
Nebulose Riflettenti: riflettono la luce della o delle stelle che stanno
dietro, proprio come fanno i fari di un’automobile quando si accendono
su un banco di nebbia di fronte!
· Le
Nebulose ad Emissione sono nubi d’Idrogeno che per effetto
dell’intenso calore della stella che vi sta dietro o in ogni caso delle
stelle vicine, è ionizzato e poi si trasforma in elio.
NANE
Stelle
al fine della loro vita, della loro evoluzione.
Esse
hanno una densità media molto alta, al contrario delle stelle Giganti.
Addirittura tale densità può raggiungere le tonnellate per centimetro
cubo!
NGC
Sigla
utilizzata in astronomia, per individuare gli oggetti contenuti nel New
General Catalogne di oggetti celesti compilato da nel secolo scorso.
Contiene
c.ca 8000 oggetti non stellari.
OCCULTAZIONE
L'Occultazione
è il passaggio del disco di un satellite davanti al disco di un altro.
OPPOSIZIONE
Situazione in cui due oggetti celesti appaiono in posizioni opposte rispetto
al Sole.
In
particolare si parla di opposizione di pianeti rispetto al Sole.
ORBITA
Percorso
che un qualunque oggetto celeste compie
nello spazio a causa del proprio moto.
Si
usa ance nel caso di satelliti artificiali e di sonde spaziali.
PARALLASSE
PARSEC
Unità
di misura della distanza usata in astronomia. Un parsec corrisponde a 3,26
anni luce.
PERIELIO
Punto
dell’orbita di un pianeta che
si trova alla minima distanza dal Sole.
Nel
caso in cui l’astro non sia il Sole ma una stella qualsiasi, si parla di PERIASTRO.
PHEMU
Con
"Phemu" s’ intendono i fenomeni mutui - eclissi e occultazioni
- che si verificano tra i satelliti di Giove nei periodi in cui il loro
piano orbitale giace approssimativamente sul piano orbitale della Terra.
Perché
osservarli?
Il
cronometraggio di questi fenomeni e la rilevazione della variazione di
luminosità (curva di luce) hanno un notevole interesse scientifico in
quanto permettono di verificare i modelli sulla dinamica dei corpi celesti
e la topografia dei satelliti interessati (per esempio, la presenza di un
vulcano attivo su Io può influire sull'andamento della curva di luce
durante la sua eclisse).
Come
osservarli?
L'osservazione
visuale è sicuramente interessante e rilevare la curva di luce, con il
metodo visuale di Argelander, è possibile. Con tale tecnica il Gruppo
Astrofili Catanesi ha ottenuto in passato cronometraggi accettati dai
centri di raccolta internazionali. Oggi però riteniamo di aver trovato
una maniera estremamente economica per ottenere dati molto più precisi e
di valore professionale: basta una web cam e un programma di analisi
astronomica di immagini (per esempio IRIS o IRAF).
PIANETA
Oggetto
celeste freddo che orbita attorno ad una stella.
Nel
Sistema Solare vi sono diversi pianeti compresa la Terra.
PRECESSIONE
Lentissimo
movimento compiuto dall’asse di rotazione della Terra nel corso dei
secoli, causato dall’attrazione combinata, del Sole e della Luna, che fa
descrivere all’asse stesso un cono nello spazio.
PROTOSTELLE
Esse
rappresentano la fase iniziale delle stelle, la loro nascita!
C’è
da dire però che dell’intero campo dell’evoluzione stellare, quello
della “formazione o nascita delle stelle” è il meno conosciuto e
sicuramente il più incerto!
PULSAR
Acronimo
di Pulsating Radio Source (sorgente radio pulsante).
E’
una stella molto densa e rapida, che ruota, velocissimamente, attorno alla
propria asse; che emette un fascio d’onde radio da noi percepite, cioè
visibile da Terra solo quando
attraversano la nostra direzione, in concreto come il fascio di luce di un
faro!
PUNTO GAMMA**
O PUNTO
D’ARIETE o Nodo Ascendente, è il punto della sfera celeste
in cui s’intersecano
l’Equatore Celeste e l’Eclittica che indica L’Equinozio di
Primavera.
QUASAR
Acronimo
di Quasi Stellar Radio Source, sorgente radio quasi stellare.
E’
un oggetto simile ad una stella che però è visibile a distanze enormi,
anche di miliardi di anni luce.
Oggi
si pensa che si tratti di nuclei particolarmente brillanti di galassie
lontanissime.
RED-SHIFT
Letteralmente
“spostamento verso il rosso”. E’ lo spostamento che, a causa
dell’effetto Doppler, mostrano le onde luminose emesse da una stella o
da una galassia che si allontana da noi. Nei rari casi d’oggetti che si
avvicinano, si parla di BLUE-SHIFT
RIVOLUZIONE
Movimento
che un corpo compie orbitando attorno ad un altro.
Per
esempio si parla di rivoluzione nel caso di un pianeta che ruota attorno al Sole!
ROTAZIONE
Movimento
che un corpo compie girando su se stesso attorno ad una direzione fissa
(l’asse di rotazione).
SATELLITE
Oggetto
celeste che orbita attorno ad un altro corpo che non sia una stella.
Si
parla di satelliti naturali nel caso delle lune dei vari pianeti e di
satelliti artificiali nel caso delle sonde che orbitano attorno alla
Terra.
SFERA CELESTE
Sfera
immaginaria, con la Terra al centro, sulla quale sono ipoteticamente posti
tutti gli oggetti del cielo indipendentemente dalla loro distanza(la def
potrebbe essere migliore)
SOLSTIZIO
Ciascuno
dei due istanti in cui il
Sole, muovendosi sull’eclittica, raggiunge la massima distanza
dall’equatore celeste.
I
due solstizi sono anche i giorni in cui il Sole è alla massima(Solstizio
d’Estate) e minima (Solstizio d’Inverno) altezza a mezzogiorno
sull’Orizzonte. I solstizi che segnano le date d’inizio dell’estate
e dell’inverno, cadono rispettivamente il 21 giugno e il 22 dicembre.
SPETTRO ELETTROMAGNETICO
Insieme
delle onde elettromagnetiche di tutte le lunghezze d’onda. Lo spettro
elettrom. Comprende le onde radio, gli infrarossi, la luce visibile, gli
ultravioletti, i raggi X ed i raggi gamma.
STELLA
Corpo
celeste gassoso che emette luce propria.
Vi
sono c.ca cento miliardi di stelle nella nostra galassia!
SUPERNOVA
Stella
che, in una fase instabile della propria esistenza, esplode in maniera
distruttiva.
TELESCOPIO
Strumento
usato in astronomia per l’osservazione del cielo.
Sfrutta
una lente (Telescopio Rifrattore) oppure uno specchio (Telescopio
Riflettore) per raccogliere la luce proveniente dagli oggetti celesti.
UNITA’ ASTRONOMICA
Unità
di misura della distanza usata in astronomia, soprattutto all’interno
del Sistema Solare.
Definita
come la distanza media tra la Terra ed il Sole.
Un’Unità
Astronomica è uguale a c.ca 149 600 000 km.
VIA LATTEA
E’
il nome della nostra galassia.
La
parte più brillante, il disco galattico, appare nel cielo notturno come
una debole striscia che attraversa il cielo!
ZENIT
Punto
della sfera celeste a perpendicolo sopra la testa di un osservatore.
Diagramma
Hertzsprung-Russel
Y
= Luminosità assoluta delle stelle;
X
= Temperatura superficiale delle stelle, direttamente collegata
al loro colore (essendo le stelle blu più calde e quelle rosse più
fredde).
· la Luminosità di una stella è proporzionale alla sua superficie ed
alla 4° potenza della sua temperatura superficiale.
· A parità di temperatura superficiale, quindi, le stelle di maggiore
luminosità è perché hanno più grande raggio.
Esempio: Sia T1=T2=T

15/11/2002
Dal
libro: Astronomia Pratica, oggi ho letto – LE STELLE- pag. 162
Luminosità delle stelle
-Gli
astronomi definiscono la luminosità di una stella come la sua magnitudine
apparente o relativa. Le stelle più deboli visibili ad occhio nudo sono
c.ca di magnitudine 6.
-La
differenza di una magnitudine corrisponde ad una differenza di luminosità di 2,512 volte.
-La
magnitudine apparente o relativa, non ci dice quanto una stella sia
intrinsecamente luminosa, poiché le stelle sono situate a differenti
distanze dalla Terra.
La
luminosità reale di una stella è definita in termini di magnitudine
assoluta, che rappresenta quanto brillante sarebbe la stella considerata
se si trovasse alla distanza standard di 10 parsec, cioè 32,6 anni luce.
Con questa convenzione il Sole, che ha una magnitudine apparente di -26,7, ha magnitudine assoluta 4,8.
I colori delle stelle
-In
una stella la luminosità, il colore e la temperatura sono parametri
collegati.
La
maggior parte delle stelle rosse è debole, e la maggior parte delle
stelle bianche e azzurre è calda e brillante. Ma le eccezioni sono
importanti.
-Il
diagramma Hertzsprung-Russel rappresenta il colore delle stelle in
funzione della loro luminosità. La sua caratteristica peculiare è
costituita dalla sequenza principale,
sulla quale le stelle trascorrono la maggior parte della loro esistenza.
-A
secondo della loro posizione sul
diagramma H-R, cioè in base al loro colore ed alla loro temperatura, le stelle vengono divise in sette classi
principali.
Quelle
calde, blu e bianche, sono di tipo O,B e A;
quelle
di media temperatura, gialle ed arancioni, sono F, G e K;
quelle
fredde e rosse sono di tipo M.
Il
90% delle stelle giace sulla sequenza principale, con le stelle blu (molto
luminose) nell’estremità superiore sinistra e quelle rosse, più
deboli, in basso a destra.
Ci
sono altre stelle nel diagramma che hanno lasciato la sequenza principale
e che si trovano verso la fine della loro esistenza. Nell’angolo in alto
a destra vi sono le stelle giganti e supergiganti rosse, le quali hanno
una superficie radiante grande che le rende molto luminose. Le nane
bianche invece, che si trovano nell’angolo in basso a sinistra del
diagramma, sono deboli perché piccole quasi quanto la Terra.
Il
moto delle stelle
In
confronto alla loro distanza dalla Terra, lo spazio che le stelle
percorrono è così piccolo che esse appaiono fisse. Ma tutte le stelle si
muovono; la variazione della posizione di una stella nel corso di un anno
è detta moto proprio. Per la maggior parte delle stelle esso è
rilevabile solo dopo osservazioni protratte per migliaia di anni. La
stella Kapteyn, nella costellazione del Pittore, si sposta di 8,9 secondi
d’arco all’anno. Tra 200 anni si sarà mossa di una quantità pari al
diametro apparente della Luna.
In
data 18 novembre 2002 riporto le nozioni delle letture della sera e dei
giorni precedenti, sempre dal libro: Astronomia Pratica.
I
vari tipi di stelle
Alcune
stelle sembrano avere accanto deboli compagne: si tratta delle stelle
doppie.
Altre
sembrano mutare di luminosità da una notte all’alta: sono le cosiddette stelle variabili, esse
hanno periodi che variano tra i minuti e gli anni.
In
un diagramma H-R la maggior parte di
esse si trova in una regione di transizione detta striscia di
instabilità.
Le
stelle doppie
-Gli
astronomi stimano che più di metà delle stelle della nostra galassia
abbia una o più compagne.
Sono
i cosiddetti sistemi doppi o
multipli, in cui le componenti orbitano attorno ad un comune
centro di gravità. Osservazione: in un sistema di due o più stelle, la
stalla primaria è designata come componente A e la secondaria come B;
altre componenti, se ce ne sono, sono denominate C,D e così via.
Dalla
Terra però vediamo anche parecchie “doppie
ottiche”, che sono allineamenti prospettici di stelle che si
trovano a distanze differenti.
Per
osservare le stelle doppie, un rifrattore di 75mm può già fornire eccellenti risultati, poiché il suo campo piccolo rende
bene i contrasti e fornisce immagini puntiformi delle stelle.(Devo provare
col mio D=50 mm F=600 mm)!!!
Tuttavia
se si vogliono separare le doppie strette, è meglio utilizzare un
telescopio da 150mm.
Poiché
le stelle sono oggetti puntiformi, si possono osservare le doppie anche
dalla periferia della città e perfino nelle notti di luna; la luce
ambientale, infatti, di solito non le cancella.
Si
possono cercare tali stelle puntando anche a caso il telescopio su una
stella e cercandone la/i compagna/i o comunque osservare quelle già
catalogate servendosi delle loro coordinate appunto.
Prima
di andare avanti do una definizione:
L’angolo
di posizione (AP ) è la posizione della stella secondaria rispetto alla primaria. L’AP
della stella secondaria si misura in direzione est dalla stella primaria,
a partire dalla linea che indica il nord.
Separare
le stelle
La separazione di un sistema doppio è la distanza angolare apparente della compagna, la stella
secondaria, da quella più brillante, la primaria.
Separazioni
di meno di 5 secondi d’arco possono essere difficoltose per telescopi di
meno di 150mm d’apertura, soprattutto quando le condizioni di seeing non
sono molto buone, oppure quando le componenti sono di luminosità molto
diversa o una di esse è debole. E’ possibile stimare ad occhio
l’angolo di posizione, ma lo strumento che permette di effettuare misure
più precise è il micrometro filare.
Gli
angoli di posizione aiutano gli astronomi a tracciare l’orbita, con il
passare degli anni, della stella secondaria. Quando l’angolo di
posizione aumenta, il moto è detto diretto; quando diminuisce retrogrado.
-Altri
tipi di stelle doppie
· In
un sistema binario, quando l’orbita del membro più debole porta questo
davanti alla componente più brillante, il sistema varia di magnitudine.
Tali sistemi sono detti: stelle
binarie ad eclisse.
· Vi
sono alcune stelle binarie così ravvicinate che non possono essere
separate visualmente. Però uno spettroscopio rivelerà periodiche
variazioni nel moto della stella brillante. Questi spostamenti sono
causati dall’attrazione gravitazionale del compagno invisibile sull’orbita della principale. Questo tipo
di stelle sono dette: stelle
binarie spettroscopiche.
La
misura, il disegno, la fotografia sono lavori molto seri che sono compiuti
dagli osservatori durante le loro osservazioni.
L’osservatore
può sottoporre le proprie osservazioni di stelle doppie o multiple alle
organizzazioni come: la Double Star Section della Webb Society. Tali enti
hanno bisogno in particolare, di monitorare le doppie di lungo periodo;
con separazioni di più di 0,5 sec d’arco, queste sono il tipo di
binarie che meglio si adatta ai piccoli telescopi. Ci sono inoltre
migliaia di doppie larghe ma deboli che non sono state osservate per
decenni per contributi alla ricerca si possono osservare con CCD.
Le
stelle doppie di componenti di magnitudine molto diversa e di piccola
separazione possono creare delle difficoltà per chi cerca di separarle.
Tuttavia ciò non è impossibile!
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